RIGA: LA PREGHIERA ECUMENICA DEL SANTO PADRE
Sono le ore 10.40 locali (9.40 ora di Roma), il Santo Padre è arrivato alla Cattedrale luterana di Santa Maria (Rigas Doms), dove c’erano ad attenderlo alcune migliaia di persone. Al suo arrivo il Papa è stato accolto all’ingresso principale dall’Arcivescovo luterano di Riga, Janis Vanags, quindi ha salutato i capi delle principali denominazioni cristiane e vestito i paramenti sacri nella Cappella di Santa Maria.
Dopo l’esecuzione dei canti d’ingresso e la venerazione alla tomba di San Meinardo, l’Arcivescovo Janis Vanags ha rivolto al Papa un indirizzo di saluto ricordando il «pesante mezzo secolo sotto il giogo ateo sovietico». Dopo le letture, il Papa ha fatto appello ai rapporti ecumenici tra le diverse Chiese cristiane della Lettonia che «in questa terra sono riuscite a generare unità mantenendo la ricchezza e la singolarità proprie di ciascuna. Oserei dire che è un “ecumenismo vivo” e costituisce una delle caratteristiche peculiari della Lettonia».
Per il Pontefice la visita nella Cattedrale, che da più di 800 anni ospita la vita cristiana, deve accrescere la speranza che «lo Spirito Santo continui a tessere artigianalmente legami di comunione tra noi, così che le nostre differenze non diventino divisioni».
Papa Francesco ha indicato che l’unica via possibile per l’ecumenismo è la preghiera di Gesù al Padre, prima del suo sacrificio: «È Gesù Cristo che, guardando in faccia la sua croce e la croce di tanti nostri fratelli, non cessa di implorare il Padre… Mentre guarda al Padre e a noi suoi fratelli, Gesù non smette di implorare: che tutti siano uno!».
Il Santo Padre ricorda che il Signore ci chiama «a un’unità sempre in chiave missionaria, che ci chiede di uscire e raggiungere il cuore della nostra gente e delle culture, della società postmoderna in cui viviamo. Questa missione ecumenica riusciremo a realizzarla se ci lasceremo impregnare dallo Spirito di Cristo che è capace di “rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività divina…”».
Poi il richiamo del Pontefice, partendo dall’organo della Cattedrale – tra i più antichi d’Europa, che per i residenti è parte integrante di vita, tradizione e identità locali, mentre per i turisti è un oggetto artistico da conoscere e fotografare –, «a non passare da residenti a turisti, facendo di ciò che ci identifica un oggetto del passato, un’attrazione turistica e da museo che ricorda le gesta di un tempo, di alto valore storico, ma che ha cessato di far vibrare il cuore di quanti lo ascoltano».
Il Pontefice ricorda il «pericolo che sempre si corre» ed esorta a non ridurre la tradizione cristiana «a un oggetto del passato che, chiuso tra le pareti delle nostre chiese, cessa di intonare una melodia capace di smuovere e ispirare la vita e il cuore di quelli che la ascoltano».
Di fronte alla complessità e alle difficoltà del nostro tempo, Papa Francesco ha invitato tutti a rifuggire «da un atteggiamento di chiusura, di difesa e di rassegnazione», evidenziando che la testimonianza di chi vive l’esilio e perfino il martirio a causa della fede debba condurci a «scoprire che il Signore continua a chiamarci e invitarci a vivere il Vangelo con gioia, gratitudine e radicalità. Se Cristo ci ha ritenuti degni di vivere in questi tempi, in questa ora – l’unica che abbiamo –, non possiamo lasciarci vincere dalla paura né lasciare che passi senza assumerla con la gioia della fedeltà. Il Signore – ha concluso – ci darà la forza per fare di ogni tempo, di ogni momento, di ogni situazione un’opportunità di comunione e riconciliazione con il Padre e con i fratelli, specialmente con quelli che oggi sono considerati inferiori o materiale di scarto. Se Cristo ci ha ritenuti degni di far risuonare la melodia del Vangelo, smetteremo di farlo?»
«Cari fratelli, continui a suonare la musica del Vangelo in mezzo a noi! Non cessi di risuonare ciò che permette al nostro cuore di continuare a sognare e a tendere alla vita piena a cui il Signore, tutti, ci chiama: essere suoi discepoli missionari in mezzo al mondo in cui viviamo».
La preghiera ecumenica è proseguita poi con il canto e la processione dei bambini con le candele al fonte battesimale, con la preghiera dei fedeli, la recita del Padre Nostro e il segno della pace.
Dopo la benedizione finale, il Santo Padre visiterà la Cattedrale cattolica di San Giacomo e la Casa arcidiocesana della Santa Famiglia, un centro che offre servizi sociali, sostegno spirituale e psicologico, con l’obiettivo di promuovere i valori familiari per evitare il rischio divorzio soprattutto tra le giovani coppie. Nel refettorio il Papa pranzerà con i Vescovi del Paese e subito dopo si trasferirà in elicottero al Santuario della Madre di Dio di Aglona, nella regione della Latgallia, dove celebrerà la messa. Di qui si congederà dalle autorità della Lettonia per tornare a pernottare a Vilnius.
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