PER IL DISCEPOLO POVERO LA RICCHEZZA È GESÙ
Per seguire il Signore bisogna avere «un cuore povero». Papa Francesco, all’inizio dell’omelia della messa a Santa Marta, giovedì 18 ottobre, ha fatto notare come «nell’orazione collettiva abbiamo visto che il Signore per mezzo di San Luca ha rivelato la sua predilezione per i poveri».
Il Pontefice ha suggerito che ci sono «tre maniere, tre modi di vivere la povertà». La prima condizione obbliga l’uomo a vivere distaccato «dalle ricchezze, dai soldi»; la seconda forma di povertà chiama l’uomo «a ricevere umilmente le persecuzioni, tollerare le persecuzioni» come «i discepoli del Signore perseguitati per il Vangelo».
E riferendosi al cardinale Ernest Simoni, nel giorno del suo novantesimo compleanno, il Santo Padre ha soggiunto: «Il nostro fratello potrà raccontarci tante cose». Il prelato albanese, infatti, è stato vittima di persecuzione proprio perché cristiano. Arrestato nel 1963, la notte di Natale, è stato liberato nel 1990, dopo una vita ai lavori forzati.
Papa Francesco ha poi spiegato che c’è un terzo modo di vivere la povertà ed è suggerito dalla prima lettura della liturgia, tratta dalla seconda lettera di San Paolo apostolo a Timoteo: «È la povertà dell’abbandono, della solitudine. Il discepolo, che è uscito con tanta forza a predicare il Signore e ha tollerato le persecuzioni, alla fine della vita si sente abbandonato. Abbandonato da tutti. Il brano di Paolo, del grande Paolo che non aveva paura di nulla, è un esempio di questa povertà».
Guardando all’oggi della storia, il Santo Padre ha menzionato «le case di riposo, dove ci sono i sacerdoti o le suore che hanno speso la loro vita nella predicazione; si sentono soli o sole con il Signore: nessuno li ricorda». Ma il «discepolo povero» deve sapere che «la sua ricchezza è Gesù».
L’invito di preghiera del Pontefice, a conclusione dell’omelia, è che «la predilezione del Signore per la povertà ci aiuti ad andare avanti e a pregare per i discepoli, per tutti i discepoli, siano preti, suore, vescovi, laici: tutti. Perché sappiano percorrere la strada della povertà come il Signore vuole».
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