Un'eccellenza tutta al femminile

Sin da piccola immaginava un futuro con il camice bianco e una provetta tra le mani. «Oggi il mio sogno è realtà», afferma Emanuela Milone mentre mostra un contenitore sterile con dentro una piantina. «Tutto è partito da qui», dice con gioia. Lei, 31 anni, ha avviato nel 2016 il laboratorio di micropropagazione: «È una tecnica che ci consente di produrre tante piante in poco spazio e in poco tempo. Per spiegarlo in maniera immediata uso tre numeri: 170, 6 e 1 milione. 170 sono i metri quadri della mia struttura, 6 le persone che lavorano con me, e 1 milione le piante che riusciamo a produrre grazie a questa tecnica». Emanuela, dopo essersi laureata in Medicina delle piante, si abilita alla professione di dottore Agronomo e Forestale. Nonostante le proposte di lavoro all’estero e l’esperienza in Commissione europea come membro di un gruppo di dialogo civile sul vivaismo, sceglie di restare in Calabria,la sua terra. Una decisione che le consentirà di dare un grosso contributo alla sua azienda familiare, “Vivai Milone”, attività vivaistica a conduzione familiare avviata nei primi anni del Novecento. «La nostra è un'esperienza che si tramanda di generazione in generazione grazie alle competenze tecniche, alla costante ricerca dell’evoluzione e a un grande amore per le piante che abbiamo imparato in famiglia». Oggi l’impresa, punto nevralgico del Meridione d’Italia, si sviluppa su circa 35 ettari di superficie, dislocati in 10 siti diversi, tra il Comune di Lamezia Terme e il Comune di Curinga. I “Vivai Milone” producono piante di agrumi fruttiferi e ulivo certificate, oltre a numerose specie ornamentali: dalle fiorifere alle siepi, fino ad esemplari di alto fusto e prato pronto. Oggi siete l’unico vivaio certificato in Italia a fare la moltiplicazione in vitro degli agrumi a livello commerciale. Come nasce questa scelta? «Questa scelta comporta non poche difficoltà, ma è stata un’esigenza. Produciamo il 60% delle piante di agrumi certificate in Italia. Noi crediamo che produrre qualità sia la strada per dare un futuro alla nostra agricoltura. La pianta è il punto di partenza di tutte le filiere produttive agroalimentari e per produrre prodotti di eccellenza è necessario partire da piante di qualità. Fare qualità per noi significa produrre piante certificate, cioè piante con una doppia garanzia: sanitaria e genetica. Ma per raggiungere questo livello è necessario usare tutta una serie di accortezze e rifornirsi di materiale di propagazione certificato. Questo significa reperirlo anche dall’altra parte del mondo sobbarcandosi alti costi, cavilli burocratici e sanitari. Le difficoltà sono spesso impossibili da superare e per questo abbiamo pensato di renderci autonomi con il laboratorio di micropropagazione che ci consente di svolgere la fase zero dei nostri processi vivaistici in loco e secondo i nostri standard di qualità: quello che vuoi, quando lo vuoi, come lo vuoi!» Molti giovani oggi hanno paura di scegliere. Un consiglio? «La paura è un’emozione importante e utile a non farci compiere azioni sconsiderate e anche a non farci intraprendere percorsi ciechi. Ma quando le lasciamo troppo campo libero ci blocca. Dobbiamo trovare la forza di metterci in gioco e di osare perché rimanere fermi non conduce in nessun posto. Forse dovremmo aiutare i nostri giovani a riscoprire che ognuno ha un suo valore e questo va prima riconosciuto, poi coltivato e necessariamente investito. Non scegliendo abbiamo perso già in partenza! Si capisce se un sogno è reale da quanto si è disposti a fare per realizzarlo. La strada è lunga e faticosa e solo chi la percorre con spirito di sacrificio, umiltà, voglia di imparare e capacità di adattamento può pensare di arrivare fino in fondo». Su una parete colorata spicca la gigantografia: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”. Perché questa frase? «Questa frase mi ha accompagnato durante tutto il periodo di progettazione e realizzazione del laboratorio ed è diventata il mio motto. In questa frase è racchiusa l’essenza del mio progetto che da sogno è diventato realtà: oggi sono quello che immaginavo, una giovane imprenditrice in agricoltura. La scritta che è sulla parete d’ingresso del suo laboratorio «mi ricorda da dove sono partita, dove sono ora e soprattutto dove voglio arrivare. Realizzare i sogni comporta una duplice responsabilità: non farli spegnere e non far spegnere la speranza di chi ancora ci sta provando!». Così Emanuela guarda al suo presente e si proietta verso il futuro con la speranza di vedere «una Calabria che lavora, che produce eccellenze e che sta ponendo le basi per creare futuro, soprattutto per i giovani. Il mio impegno c'è». E tira una pacca sulla spalla di un giovane collaboratore del laboratorio di micropropagazione, membro della sua squadra insieme ad altri cinque ragazzi.

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